Il Giorno. Bergamo. Lola scala El Capitan

il

Impresa dell’alpinista bergamasca, paralizzata dopo una caduta

“La sconfitta non mi ha tolto i sogni”

Potete leggere la versione completa dall’articolo originale su Il Giorno, di Federico Magni

Bergamo, 13 ottobre 2018 – La sconfitta non le aveva tolto la voglia di lottare e ora il suo sogno è diventato realtà. Eleonora “Lola” Delnevo è riuscita a scalare la difficile via chiamata Zodiac sul monolito di granito di El Capitan (2.307 metri con una parete verticale di circa 1.000 metri su cui sono state aperte 70 vie) nella Yosemite Valley, il tempio dell’arrampicata in California.

Di per sé sarebbe una bella impresa per qualsiasi scalatore, figuriamoci per chi come Lola non può più contare sull’aiuto delle gambe dopo un incidente. L’alpinista bergamasca di 37 anni ha risalito nei giorni scorsi i 550 metri di lavagna verticale, una delle pareti più ambite da molti alpinisti, solo con la forza delle braccia, assistita dagli amici climber e “angeli custodi” Mauro Gibellini, Diego Pezzoli e Antonio Pozzi.

[…] Lola ha però potuto sempre contare su un team molto affiatato. Le loro lucine durante queste notti trascorse in parete hanno tenuto con il fiato sospeso tutti quelli che stavano seguendo la difficile salita di Lola.

[…] La coraggiosa ragazza bergamasca ha sempre avuto un legame speciale con la montagna, l’alpinismo e l’alta quota. […] Poi il 19 marzo del 2015 […] La diagnosi per Eleonora è stata subito chiara: lesione completa del midollo spinale. In quel momento ha capito che non avrebbe più potuto camminare. «Dopo l’incidente non è stato semplice – ricorda –.

[…] Laureata in Scienze ambientali, Eleonora Delnevo, vive da sola, lavora tutto il giorno, guida l’auto e pratica tanti sport. Grazie alla sua grande forza di volontà e alla voglia infinita di sperimentare nei mesi scorsi è “tornata a camminare” grazie a un esoscheletro chiamato PhoeniX all’ospedale Sol et Salus di Rimini. Un momento molto emozionante anche per gli amici e la famiglia che era con lei.

«Nonostante i nostri tentativi di disturbo ce l’ha fatta – ha commentato Giovanni Medri, il fisioterapista che la seguiva –. Ora verrebbe da pensare che è un fenomeno. Sbagliato, è una persona normale. E più che delle sue imprese, che in realtà non conoscevo, o della forza che ha dimostrato durante le prove, mi ha folgorato la gioia dei suoi occhi e del suo sorriso».

 

 

Video realizzato dal team dell’ospedale Sol et Salus di Rimini

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