Grotta Europa

di Massimo Lui: Diversamente… ma “ugualmente” speleo… 

 

È una citazione di Albert Camus ad accompagnare la mia vita di persona con disabilità:

“La grandezza dell’uomo sta nell’essere più forte della propria condizione”

…ma la condizione di disabilità c’è e bisogna affrontarla per superarla. Allora sono donne e uomini che offrendo la propria disponibilità, forza ed energia ti permettono di essere più forte della tua condizione…L’incontro di energie positive tese al raggiungimento di un obiettivo divenuto comune.

Un fortunoso incontro con Paola (G.G.M. Gruppo Grotte Milano CAI-SEM) durante una serata sulla disabilità organizzata da S.E.M. (Società Escursionisti Milanesi – sezione del CAI) che accompagna Giusi, una ragazza non vedente, che ci racconta con entusiasmo la sua esperienza speleo. Colpito da quel racconto, ho rivolto a Paola una timida domanda, convinto peraltro di dire una castronata: “… pensi che una persona in carrozzina possa entrare in una grotta…?” Domanda legittima la mia, motivata dal fatto che da sempre sono attratto da quell’ambiente buio e freddo e sognavo, un giorno, di poter entrare in una grotta… E’ nata così l’idea di organizzare una esperienza speleo.

E’ bastata una telefonata di Paola a Savina per coinvolgere Marco, Aldo, Max, Simona e tutti gli altri. Persone esperte, con esperienza di accompagnamento di persone con disabilità maturata durante le giornate “Diversamente Speleo” organizzate in diverse parti d’Italia dalla Società Speleologica Italiana ormai da parecchi anni… in breve si è formato un gruppo coeso, organizzato e volonteroso di regalarci questa opportunità. Al primo incontro il confronto con Giovanni, un ragazzo paraplegico che ha fatto esperienze speleo, mi ha aperto gli occhi, spiegandomi fedelmente e concretamente le dinamiche per rendere possibile quello che ritenevo una cosa impossibile. Al secondo incontro l’operatività… si unisce Lola, sostenuta da Stefano, incerta, ma curiosa di provare… Nasce così il progetto. Ora abbiamo una meta, la Grotta Europa, e una data, il 6 aprile 2019. Il sogno si avvera…

… Dopo aver percorso circa 500 metri, io in joelette, Lola in spalla ad Aldo, su un pendio scosceso pieno di rocce, radici, con il terreno reso scivoloso dalla pioggia… uno sforzo non da poco per tutti, arriviamo all’ingresso della Grotta Europa. Ce l’abbiamo fatta! Siamo arrivati fin qui. Lola entra per prima: è agile e forte, Lei… è il mio turno…e mi ritrovo a due metri dall’uscita nella grotta incastrato a pancia in giù e la faccia schiacciata sulla roccia, il mio corpo ha perso plasticità ed elasticità dopo molti anni in carrozzina e non mi permette di aderire al terreno come si dovrebbe per passare nella fessura e uscire da quel cunicolo. Le forze le ho esaurite già a metà percorso, la mente però è forte, gli anni di subacquea danno il loro contributo. Non vado né avanti né indietro e penso: cavolo, vuoi vedere che devo rinunciare… non se ne parla… anche perché tornare indietro sarebbe altrettanto difficoltoso… arrivano precise le indicazioni di Aldo: Max ,punta il braccio destro e sposta il bacino a sinistra, bastano 5 cm, caspita, ma quanto sono lunghi 5 cm?…ci riesco…mi sento brancare e sono in grotta. Qualche secondo sdraiato a riprendermi, poi tutto è un susseguirsi di emozioni con una grande sorpresa: Michela, mia moglie, vincendo paura e claustrofobia, accompagnata da Marco, fa il suo ingresso in grotta, credo che siano state le energie positive di tutti ad averla sostenuta… La grotta si presenta in tutto il suo splendore: concrezioni, stalattiti, stalagmiti, colate di roccia, le cannule che danno vita a nuove stalattiti, l’acqua che scende dall’alto a formare un ruscello, compare un pipistrello. Sperimentiamo il buio in silenzio, non fa freddo, ascoltiamo la lezione di geologia, la fantasia dei draghi, la scoperta e il nome della grotta, chi ne ha la tutela… i ragazzi sono meravigliosi e con una sedia da soccorso mi fanno fare il giro della grotta… Lola sempre in spalla di Aldo… foto di rito e di ricordo.

A ritroso il percorso è analogamente faticoso, ma alleggerito, almeno per me, dalla carica di adrenalina ed emozioni. Non ho più forze, sono dolorante dappertutto, uno zigomo pesto, ma con una soddisfazione profonda dentro che non ha eguali… l’ammirazione e la gratitudine verso i compagni non ha eguali…il confronto con il mio corpo e le sue dinamiche in situazione non usuale è stato ancora una volta sorprendente… I miei pensieri sono questi e sono tutti li che vorticano…

 

Il resto della giornata si esaurisce giustamente a tavola a saldare definitivamente l’amicizia e a progettare nuove sfide… per continuare a sostenere quell’idea che “l’uomo non è la sua condizione”.

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