Branzi e I Ghiri

di Christian Salaroli

“QUANDO LE PAROLE NON BASTANO…..APRI UNA VIA! “    

Lunedi 12 agosto 2019….sette di sera…

“Dai, scendi !”

“ Ancora un fix !”

Porconi irripetibili.

Sono in braghini e maglietta, piove di maledetto e ne sto prendendo un secchio.Alberto in sosta sotto  il cappuccio della giacca mi maledice e prende la sua razione.

“Scendi cazzo ! Non vedi come piove?!”

“No manca poco, dai che la finiamo !”

Ho piantato l’ultimo, Alberto mi cala, sono fradicio, Laura guarda e dice  “Bravo!”, mi asciugo come posso, le dico “dai, adesso andiamo a festeggiare!” .

E’ quasi ferragosto, e domani a Branzi viene la Lola. E’ nata così per caso questa serata.

Sei lì, tra un intervento e l’altro, e cazzeggi su youtube. Tanti video di montagna. Ed esce lei. E’ a Chamonix.

Si sente un applauso, poi esce Lola, con quella sua aria dolce e mite, e parla inglese.silenzio.

“As you can see obviously, i’m on a wheelchair, but.. i’m a climber”.  Quel “but”  ti arriva dritto nello stomaco, con la forza di una storia che parla di montagna, di amicizia, di amore, di forza senza condizioni o compromessi.

Rimango concentrato per il quarto d’ora successivo mentre lei racconta la sua vita, il prima e il dopo, e il suo rapporto con la montagna e con gli elementi che hanno segnato anche la mia : la roccia, il ghiaccio, il rischio, grande ma affrontato con testa, come fa un vero alpinista.

Un pensiero, come un lampo: Come sarebbe figo averla a Branzi per una serata, magari verso ferragosto, quando la montagna rimane come uno sfondo lontano alle villeggianze , imbrigliata tra un tombolone di ferragosto e un happy hour al parco giochi.

Penso che si, in fondo, si parlerebbe di montagna , ma non solo, perchè è un messaggio universale, magari anche l’idraulico di Cesano Boscone che non sa distinguere un abete da una betulla può arrivarci.

La contatto tramite amici comuni, lei gentilissima, fissiamo la data, porterà i suoi amici,poi a luglio ci troviamo a pranzo e sperimento la sua energia, un’ora con la Lola ti ricarica come una settimana ai caraibi (anche se lei le vacanze le fa su Zodiac..).

Coinvolgo i ragazzi del neonato gruppo dei Ghiri, sono tutti entusiasti e ognuno collabora ad organizzare, chi le fa fare la shirt, chi compra un po’ di formaggio, alla fine arriva il 13 e ci troviamo a fare 4 tiri,  Lola , Gibe e Diego (con la consorte) arrivano appena in tempo per cena,  causa temporali.

Tutti vogliono conoscere la nostra Star e lei si concede generosa e sempre sorridendo, e anche con  i suoi “pards” si crea subito una bella sintonia…in fondo siamo tutta gente di montagna !

 

Poi lei ha indossato la maglietta grigia con scritto Lola  sopra al logo dei Ghiri, e siamo andati al cinema…..quello che tutti abbiamo visto e vissuto quella sera faccio davvero fatica ad esprimerlo. Per una delle poche volte nella mia vita, io che sono un casinista ed anche un chiacchierone mi sono trovato a corto di parole, e d’accordo con quel tipo che in un libro che amo molto, aveva scritto che certe emozioni sono da vivere e non da raccontare.

E tutti quelli che erano in sala il 13 agosto mi hanno detto la stessa cosa, che sentire la storia della Lola è stata una grande, grandissima emozione!

Qualcosa che lascia semplicemente un segno.

Venerdi 16……

E’ andato anche  ferragosto. La serata con Lola , Diego e Gibe è passata, però non ha lasciato un senso di vuoto come accade spesso dopo una bella festa, sono tutti elettrizzati nel gruppo.

Siamo ancora lì dunque,imbragati e con le mani dure e sporche di magnesite.Salgo il tiro chiodato il 12. Ma come ho fatto a non accorgermi?! Sopra la sosta la parete è bellissima, prosegue, fin dove non si capisce bene,ma non si può lasciare mica così, bisogna andare avanti !

Dario “cucciolo” e Luca Baska sono convocati per sabato 17. Alle 9 ci avviamo verso la parete con i sacconi.

Arriviamo alla sosta della prima lunghezza. Parto con tutta la mercanzia. Sopra la parete è bellissima, una placca nera a tacche di un 20 metri, tecnica. Dopo un bel po’ arrivo ad un terrazzino e chiodo la sosta.vedo che si arriva fino in cima al pilastro.Non mi fermo di sicuro, straight to the top ! via per altri 15 metri non difficili fino alle piante….la via è finita!!

Siamo scesi in doppia fino alla base. Prima di recuperare le mezze guardiamo in alto il nostro “capolavoro”.

“Bisogna dare un nome !”, fa Luca.

Io un ‘idea ce l’ho. La dico. Dario mi guarda e apre quel suo sorriso da ventenne come a dire certo, hai ragione.

Anche Luca sorride, abbassando lo sguardo.

Ho preso l’Uni Posca rosso, son salito per un paio di metri fin dove c’è un fazzoletto di roccia liscia.

Ho scritto la elle, poi o, poi elle poi a.

“Lola”.

 

 

 

 

Christian

 

 

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